-- News e Segnalazioni --
News, segnalazioni e altre notizie dal mondo della musica live
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Grande attesa in tutta la regione per l’avvio del Lamezia Jazz Festival. Giunta alla sua settima edizione il cartellone parte il 20 dicembre 2008 con termine marzo 2009. Grande attesa in tutta la regione per l’avvio del Lamezia Jazz Festival, evento organizzato dall’Associazione Musicale Bequadro di Lamezia Terme con il contributo del Comune di Lamezia Terme e della Presidenza della Regione Calabria e di importanti Sponsor privati, primi fra tutti la Fiat-Lancia “G. Tripodi” come (sponsor ufficiale), seguito dal Centro Commerciale I due mari e dal Grand Hotel Lamezia. La settima edizione del jazz festival lametino, che si svolgerà nell’arco di quattro mesi partirà il 20 dicembre 2008 e chiuderà la rassegna nel mese di marzo 2009, offre una programmazione di grandissima qualità e presenta una formula profondamente rinnovata e arricchita da tanti eventi culturali correlati agli eventi concertistici. Dopo il successo delle precedenti edizioni, interamente ospitata all’interno del Teatro Umberto, il festival allarga i suoi confini, ospitando in cartellone una rassegna che coinvolgerà nel discorso concertistico e culturale oltre al Teatro Umberto anche diverse strutture private del lametino (sette in totale gli eventi, con una trentina di artisti in cartellone), si affiancheranno ad essi Ascolti guidati e laboratori musicali. Il coordinatore artistico della rassegna Lamezia Jazz ha dichiarato: “ La proposta, data la valenza internazionale della rassegna, consente di creare, intorno ai valori artistici proposti, condizioni di interesse e di attrattiva per il territorio, sia dal punto di vista concertistico che dal punto di vista didattico.Lamezia Jazz, giunta alla sua settima edizione è riuscita a calamitare un vasto bacino d’utenza proveniente da tutta la regione infatti lo scorso anno si è rilevato è uno degli appuntamenti più attesi e più riusciti che si sono svolti nella Regione Calabria; una rassegna intensa, organica e partecipata; i prestigiosi concerti nel Teatro Umberto, i concerti nel jazz- club, i concerti studio presso le scuole, i concerti per strada con le mitiche atmosfere delle marching band, i workshop intesi come incontri didattici, gli appuntamenti in jazz club, ed infine mostre di pittura e di fotografia. Lamezia Jazz è stata proprio un poter ricominciare ad inserire nel tessuto culturale e sociale della nostra città le grandi prospettive musicali che il Jazz è capace di offrirci; un poter riprendere ad ampliare quel patrimonio di idee e di energie necessarie al fine di spronare il pensiero ad immaginare nuove e sane alternative allo status quo musicale che si è affermato in questi ultimi anni qui a Lamezia; non per generare un altro estremo, ma per creare una salutare opportunità di equilibrio.La realizzazione del progetto proposto quest’anno, sicuramente comporterà una vigorosa campagna di marketing legata al territorio al fine di favorire quel fenomeno del pendolarismo musicale verso il nostro territorio. Ciò sarà tanto più efficace quanto più incisiva risulterà l’offerta artistica. La realizzazione del progetto consentirà anche la costituzione di uno scenario estremamente fertile finalizzato soprattutto a mettere in una vetrina nazionale la città di Lamezia Terme. La programmazione sarà di rilevante valore artistico e presenterà musicisti di valore internazionale. Il cartellone sarà concepito non solo per gli appassionati ma anche per un pubblico meno esperto, pur salvaguardando la qualità e l’unicità dell’offerta artistica.Come nella tradizione verrà strutturato un progetto artistico particolare costruito in esclusiva per l’occasione Con lo scopo di raggiungere un pubblico eterogeneo e sensibile a progetti culturali che si caratterizzano per l’elevata carica innovativa.” Sicuramente Lamezia Jazz insieme a Roccella Jazz rimane la rassegna più importante della nostra Regione, grazie all’impegno continuo e puntuale del Comune di Lamezia Terme che in sette anni di attività ha sostenuto questo festival che negli anni è diventato uno spazio culturale importante degno della nostra regione. Informazioni per il pubblico: ASSOCIAZIONE MUSICALE BEQUADRO - 0968/442864 Mobile: 339/8309044 E-mail: bequadro@bequadro.it. Associazione Musicale Bequadro per Lamezia Jazz
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BABY tour di Gibo & Evergreen
presenta Carmelo di Mauro
Gibo voce & Chitarra
Debora & Vanessa vocalist
Giada & Luana balletto
www.evergreenmusic.it
date eventi su youtube.com/giboevergreen
ascolto brani su myspace.com/giboevergreen
info cd BABY : 095/897438
vota il video di Baby su:
www.mediaset.it(talent1)
rainuovitalenti.it(artisti vari)
organizzazione Glamour spettacoli
by Andrea Marino management
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Ciao a tutti! Volevo ricordarvi che il 20 Settembre, al New Age potrete assistere ad una performance live degli SkB:
NEW AGE CLUB - di Roncade di Treviso
www.newageclub.it
inizio serata 21.30 inizio LIVE SkB ore 23.30!
a fine concerto segue direttamente da dee jay TROPICAL PIZZA, Nikki + dj Alladin!
info per avere la riduzione all'entrata (6€ ingresso con 1° drink!) alyuffa@hotmail.it
http://www.suonarelive.com/directory/veneto/gruppi-musicali-band/skb-conegaliano-tv-l197.html
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L'ufficio Cultura del Comune di Carugate invita fisarmonicisti e appassionati di Fisarmonica al 7° Raduno Fisarmonicisti Dom 21 settembre 08 ore 15.30 e invita i compositori a inviare i brani per fisarmonica per Partecipare al concorso internazionale per fisarmonica .
Info e regolamento : www.bacidinote.com
http://www.bacidinote.com
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L’ARENA DEL CASTELLO SVEVO RIAPRE I BATTENTI ALLA GRANDE MUSICA AFROAMERICANA La sesta edizione del Barletta Jazz Festival, kermesse musicale organizzata dal Comune di Barletta e dall’Associazione Played in Italy, al via il prossimo lunedì 7 luglio con il nuovissimo progetto “Est” del sassofonista sardo Enzo Favata che vede riuniti alcuni dei nuovi talenti della musica improvvisata italiana: Danilo Gallo al contrabbasso e samplers, Alfonso Sentimeon al pianoforte acustico, rhodes, live electronics, e U. T. Gandhi alla batteria. Si prosegue martedì 8 luglio con Ben Allison and Man Size Safe. A capitanare la band newyorkese sarà Ben Allison (contrabbasso), e con lui Ron Horton (tromba), Michael Blake (sax), Steve Cardenas (chitarra), Michael Sarin (batteria). L’ultimo appuntamento vedrà, mercoledì 9 luglio, il progetto musicale “Tribute to A. C. Jobim”, dedicato ad uno dei principali artefici della nascita della Bossa Nova nonché uno dei maggiori creatori di musica del ventesimo secolo. A rendergli omaggio sul palco saliranno Toninho Horta (chitarra), Eddie Gomez (contrabbasso), Claudio Roditi (tromba, flicorno), Maucha Adnet (voce), Helio Alves (pianoforte), Duduka Da Fonseca (batteria). Tutti i concerti si terranno nell’Arena del Castello Svevo di Barletta con inizio alle 21. 30. Enzo Favata incontra tre musicisti che lo accompagnano in questa nuova avventura musicale, EST, un magma sonoro che si sviluppa e concretizza in un linguaggio decisamente moderno, derivato da una summa di differenti stili dell’improvvisazione jazz, dalle atmosfere ipnotiche del Davis degli anni settanta ad un mix di jazz europeo con sonorità molto originali e riconducibili alla linea più dura dell’ECM, dove free e jazz rock si fondono in atmosfere elettriche e psichedeliche, insieme alla poesia latina e mediterranea della musica di Favata. Sassofonista, compositore, autore di colonne sonore per la radio e il cinema, Favata è un nome che appartiene alla storia del jazz contemporaneo della Sardegna sviluppatosi a partire dagli ottanta. Fondatore di innumerevoli progetti e formazioni ha dato vita al filone world jazz che ha avuto come centralità la tradizione sarda. Suona i sax tenore, soprano e sopranino, il clarinetto basso, strumenti etnici a fiato, soprattutto della Sardegna. E’ un abile utilizzatore di live electronics che usa insieme agli strumenti acustici; Alfonso Santimone al piano e live electronics è un autentico guru del jazz elettronico. Compositore e arrangiatore ha scritto musica per opere teatrali, cinematografiche e multimediali di vario tipo e negli ultimi anni ha collaborato a vari progetti di musica sperimentale ed elettronica; Danilo Gallo è attualmente uno dei contrabbassisti più richiesti nel panorama della musica improvvisata europea. Oltre al contrabbasso suona anche il basso acustico, la balalaika basso e la balalaika contrabbasso, il basso elettrico. Partecipa a numerosi progetti che spaziano dal jazz alla musica etnica, all’improvvisazione radicale e a diverse collaborazioni che vedono la poesia a fianco della musica; il batterista friulano U. T. Gandhi ha fatto parte per otto anni del quintetto elettrico “Electric Five” di Enrico Rava con il quale ha svolto concerti e tournée in Italia, Europa, Canada e Giappone e si è esibito inoltre con musicisti di fama internazionale quali Richard Galliano, Dave Liebman, Django Bates, Dino Saluzzi, Anja Lechner, Miroslav Vitous Lee Konitz Franco D'Andrea, Massimo Urbani, Gian Luigi Trovesi, Rita Marcotulli e tanti altri. Il contrabbassista Ben Allison presenta “Man Size Safe”, formazione con cui di recente ha pubblicato per la Palmetto il disco Little Things Rule the World. Ben Allison è sicuramente uno dei musicisti più interessanti e attivi sulla già ricchissima scena di New York: oltre ad essere formidabile contrabbassista, dalla tecnica ricca e sempre personale, e compositore di grande sensibilità, si distingue per un modo peculiare di dirigere l'ensemble che al naturale interplay della musica contrappone spesso un'immagine di forte individualismo dei suoi esponenti. Definito ‘uno degli attuali migliori giovani musicisti jazz’ dal Boston Globe, il contrabbassista del Connecticut ha pubblicato sue composizioni originali in sette albums, in ognuno di quali mette in luce la sua visione lungimirante e progressista come produttore, compositore, arrangiatore e bassista. Ben Allison si è esibito in tutto il mondo accompagnandosi a musicisti del calibro di Ara Dinkjian, all’alto-sassofonista Lee Konitz, fino a citare la leggendaria performance con Joey Arias. La band, costituita da suoi fedeli collaboratori, presenti in alcuni dei suoi vari progetti musicali (oltre al più recente "Man Size Safe", "Jazz Composers Collective", "Medicine Wheel", "Herbie Nichols Project", "Peace Pipe", "Kush Trio"), offre alcuni dei migliori elementi dell’attuale scena newyorchese: Ron Horton, trombettista eccezionale, si è distinto nella scena newyorkese già dai primi anni Ottanta sia per le sue capacità strumentali che per quelle di compositore ed arrangiatore e per il suo continuo desiderio di espandere i parametri del jazz tanto come leader quanto come sideman; Michael Blake, canadese, sassofonista tenore e soprano dal suono sensuale e aggressivo al tempo stesso, è stato incluso dalla rivista americana Down Beat nella classifica di musicista dell’anno, sassofonista tenore dell’anno e sassofonista soprano dell’anno. Steve Cardenas, uno dei migliori chitarristi oggi attivi, ricopre con grande impegno il ruolo di sostegno armonico e in assolo. Originario del Kansas City, il suo suono, lirico, caldo e le sue acute, improvvisazioni lo pongono nella schiera di giovani musicisti jazz con influenza rock come Pete McCann and Ben Monder; Michael Sarin, un batterista ricco di fantasia, velocissimo, che coniuga sensibilità europea con una forte dinamica americana, ha suonato con i principali esponenti della scena downtown newyorchese. Nel cinquantesimo anniversario della nascita della Bossa Nova, il sestetto Tribute to A. C. Jobim propone un omaggio straordinario e coinvolgente a questo grandissimo personaggio, Antonio Carlos Jobim, musicista e compositore che ha saputo realizzare attraverso le sue composizioni una sintesi unica di influenze classiche della musica colta occidentale unite a una profonda conoscenza delle matrici espressive della cultura e della tradizione musicale tipicamente carioca, dando anima e corpo al nuovo genere musicale. Attingeranno al suo vasto repertorio di ormai “classici”, in un viaggio pieno di colori ed emozioni, alcuni tra i musicisti jazz di origine brasiliana che si sono maggiormente affermati sulla scena jazzistica internazionale: Toninho Horta, chitarrista e compositore tra i musicisti brasiliani più conosciuti ed apprezzati nel proprio paese e a livello internazionale. La prima importante partecipazione è nel 1970 dove Toninho accompagna a Rio de Janeiro il grande Tom Jobim e Elis Regina. D'ora in poi Toninho partecipa ai più importanti festival dell'epoca in Brasile, fino ad essere chiamato da Milton Nascimento come chitarrista e come compositore. Nel 1977 la rivista inglese "Melody Maker" lo classifica come miglior chitarrista del mondo. Nel 1985 partecipa al Free Jazz Festival di São Paulo con Toots Thielemans e Bob McFerrin. Dal 1992 si trasferisce negli Stati Uniti dove suona con Herbie Hancock, Keith Jarret, Pat Metheny e Ryuichi Sakamoto; Claudio Roditi trombettista di Rio de Janeiro noto nel mondo del jazz internazionale per le lunghe collaborazioni coi gruppi di Paquito D'Rivera e Dizzy Gillespie, è musicista capace di combinare felicemente elementi post-bop con la concezione ritmica brasiliana in uno stile che unisce potenza e lirismo; Duduka De Fonseca è tra i più considerati batteristi/percussionisti brasiliani del mondo, maestro dei diversi ritmi brasiliani la cui tradizione è riuscito a spingere in nuove direzioni, sviluppando uno stile innovativo e personale, apprezzato dai più grandi musicisti internazionali. Duduka ha inciso dischi importantissimi per oltre cento artisti, del calibro di John Scofield, Claudio Roditi, Phil Woods, Lee Konitz; Helio Alves, pianista e compositore brasiliano, si trasferisce a New York nel 1994 dove inizia a lavorare con Claudio Roditi, Paquito D'Rivera, Dave Samuels, Andy Narell, Oscar Castro Neves, Gato Barbieri, Leny Andrade, Paul Winter, Airto Moreira e Flora Purim. Dal 1995 collabora col leggendario Joe Henderson, suonando in tutti i maggiori jazz festival del mondo e nel pluripremiato CD "Joe Henderson's Big Band" (Verve); Maucha Adnet, corista del maestro negli ultimi anni della sua vita, ha collaborato con Antonio Carlos Jobim e il suo gruppo “Banda Nova” dal 1984 al 1994, partecipando all'incisione di quattro dischi. Ha abitato per diversi anni a New York, esibendosi regolarmente con un proprio gruppo e collaborando tra gli altri con Claudio Roditi, Herbie Mann, Trio da Paz, Oscar Castro Neves, Eliane Elias, Mark Johnson, Wynton Marsalis e la Lincoln Center Jazz Orchestra; infine, il tocco eccellente di Eddie Gomez, uno dei più straordinari contrabbassisti della storia del jazz, impreziosisce ulteriormente questa già eccezionale band. Informazioni: Tel. 340 73 06 779 – 347 18 18 890 email: barlettajazzfestival@libero.it web: www.playediniyaly.it; www.myspace.com/barletta_jazz_festival Prevendite: Botteghino del Castello Svevo – Barletta; Tel. 0883 57 86 21 – 57 86 20 Centro Musica – Bari Tel. 080 5211777 - Box Office Feltrinelli – Bari Tel. 080 52 40 464.
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“Il vento che muove RIDDIM-A SUD è il vento della necessità forte di condivisione musicale e scambio di energie creative…” Teresa De Sio Il progetto RIDDIM A SUD vedrà la sua presentazione ufficiale il 6 giugno a IMOLA. Il concerto di TERESA DE SIO sarà il luogo prescelto per quello un “collettivo” musicale con ospiti coinvolti in maniera creativa. Gli ospiti si intersecheranno fondendo le loro esibizioni con i RIDDIM scritti e presentando anche proprie composizioni. Il palcoscenico, condiviso e aperto, proporrà l’inesauribile creatività dei musicisti italiani e la loro apertura mentale in un caleidoscopio di linguaggi, musica e sensazioni. Oltre alla partecipazione di nomi già affermati nell’ambito della scena folk e folk-rock, sudisti e non, anche il coinvolgimento di 2 artisti emergenti che hanno usufruito liberamente dei RIDDIMS tramite rete inviando le loro “reinterpretazioni”. Il concerto live sarà la prova tangibile della forza coinvolgente dei musicisti interpellati, i quali, ognuno a modo proprio, proprio partendo dai RIDDIMS messi a disposizione da Teresa De Sio, sono riusciti a dar vita ad una nuova canzone. Tre ore di grande musica del SUD, riprova di una creatività speciale. Sul palco con TERESA DE SIO ci saranno: GINEVRA DI MARCO MAU MAU RAIZ PEPPE VOLTARELLI E gli emergenti: PAOLO LIZZADRO LA RESISTENZA
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Eugenio Finardi al MArteLive Circa 150 artisti in contemporanea e ospiti confermati della terza serata Eugenio Finardi e Andrea Parodi Martedi 13 maggio 2008, 21.00, ALPHEUS, via del Commercio 36, Roma - Ingresso A Concerto – Dalle 21.00, 15 € / Ingresso B – Dalle 22.30, 3 € con MArteLiveCard prenotabile sul sito www.martelive.it
Continua l’ottava edizione di MArteLive in contemporanea in 8 città italiane. Martedì 6 maggio si è chiuso MArteLive a Napoli ma si continua nelle altre città e il 13 maggio sarà in contemporanea anche a Cosenza. Tra gli ospiti dell’appuntamento romano del 13 maggio il blues e la storia di Eugenio Finardi accompagnato dal rock impegnato di Andrea Parodi.
L’appuntamento è fissato per martedì 13 maggio alle ore 22.00 all’Alpheus, via del Commercio 36 come sempre in compagnia di circa 150 artisti distribuiti nelle 16 sezioni artistiche: musica, teatro, danza, cinema, videoclip, letteratura, pittura, fotografia, fumetto, grafica, dj, vj, writers, arte circense, moda & riciclo, artigianato. Le altre finali regionali: Cagliari il 16 maggio, a Bologna il 23 maggio, a Genova il 24 maggio, a Bari il 30 maggio e una serata speciale a Milano il 10 giugno. Per la sola sezione Musica si terranno finali regionali anche a Catania, Firenze e nelle altre regioni coinvolte, le date e location ancora in definizione.
Gli ospiti: Eugenio Finardi. Dopo l'incisione di un disco di canzoni per bambini all'età di sei anni, "Gege" (così era conosciuto nell'ambiente musicale di quegli anni) inizia la carriera negli anni settanta come musicista rock, in gruppi quali i Tiger, Il Pacco e L'Enorme Maria dove ha modo di conoscere il giovane chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini. Inizia poi a scrivere canzoni con testi in inglese, e nel 1973 la Numero Uno (casa discografica di proprietà tra gli altri di Mogol e Lucio Battisti pubblica il suo primo 45 giri, con "Spacey stacey" e "Hard rock honey", brani con sonorità vicine all'hard rock, cantati in inglese, di cui Finardi scrive le musiche (i testi sono della cantautrice californiana Marva Jan Marrow). Decide quindi di passare all'italiano, con testi impegnati ed ideologici, e viene messo sotto contratto dalla Cramps di Gianni Sassi, che pubblica il suo primo album nel 1975: si intitola "Non gettare alcun oggetto dal finestrino", e contiene anche una cover rock della canzone folk "Saluteremo il signor padrone". Il successo arriva l'anno dopo con "Sugo" che porta in se due delle sue canzoni più famose "La radio" e "Musica Ribelle". Segue l'album "Diesel" 1977 considerato tra i suoi migliori, che contiene altri brani divenuti famosi come "Non è nel cuore", "Diesel" e "Scimmia", quest'ultima racconta drammaticamente la sua esperienza con la droga. Dalla collaborazione con il gruppo "Crisalide" che vede tra i componenti Ernesto Vitolo alle tastiere e Stefano Cerri (figlio del più famoso chitarrista jazz Franco Cerri) al basso elettrico nasce l'album "Blitz" del '78, che contiene tra gli altri i brani "Extraterrestre" e "Cuba", nei testi si nota marcatamente il disagio dovuto al riflusso culturale nell'Italia di quegli anni. Sempre con i Crisalide viene pubblicato "Roccando Rollando" del '79, che si allontana dalle sonorità rock dei dischi precedenti, accostandosi anche al reggae in "Legalizzatela", "15 Bambini" e alla ballad acustica in "La canzone dell'acqua". Nel 1981 esce l'album omonimo "Finardi" dove in alcune canzoni collabora con l'autore dei testi dei Pooh Valerio Negrini. In quest'album domina la canzone "Trappole", di cui scriverà anche la versione in inglese. Scrive "Laura degli specchi" per Alice. Dopo un disco in lingua inglese "Secret streets", dove rivisita anche alcuni brani del disco precedente, nel 1983 è la volta di "Dal Blu" che contiene "Le ragazze di Osaka" e "Amore diverso". Seguono diversi altri Album e importanti collaborazioni con artisti di spicco quali Ligabue, Ivani Fossati e Rossana Casale. Il 2005 è l'anno di "Anima blues" e conferma il distacco di Finardi dall'attività cantautoriale.
Andrea Parodi. Andrea Parodi nasce a Cantù, cittadina della Brianza, il 6 maggio 1975. Fin da piccolo ascolta cantautori liguri, romani e bolognesi, ma precoce è anche la passione per i grandi artisti americani: Dylan, John Prine, Mellencamp, Steve Earle, Cohen, Townes Van Zandt e Woodie Guthrie. Dopo aver interrotto l’università, decide di impegnarsi nel sociale e lungo tutto l’arco degli anni Novanta segue gli psicolabili prima e minori a rischio poi. In questo periodo nasce l’amore per la chitarra e la voglia di mettere qualche lirica scarabocchiata tra un centro sociale e una partita di calcio. Poi il grande incontro, quello con il musicista canadese Bocephus King, al secolo Jamie Perry. Durante una tournée italiana i due diventano amici. Li unisce la passione per la buona musica e l’amore per il grande Cinema. Dopo meno di un mese Andrea è su un aereo diretto a Vancouver dove King, entusiasta delle canzoni dell’amico italiano, mette a disposizione tutta la sua abilità arrangiativa, i suoi musicisti e un brano da tradurre (Nowhere at all che diventerà Lui non c’è più). Il risultato è l’album d’esordio Le piscine di Fecchio. Oggi Parodi arriva al suo secondo album, Soldati, con a fianco ancora Bocephus King e molti altri amici musicisti incontrati lungo la strada, come la rock band marchigiana The Gang, con cui divide spesso il palco. È infatti impegnato da diversi anni in un never ending tour in giro per l’Italia e per il mondo (Scozia, Germania, USA, Canada, Svizzera, Inghilterra). Lo scorso marzo è stato invitato a partecipare ad uno dei più prestigiosi festival musicali a Austin, Texas. Ne è seguita una tornèe di 7 concerti in Texas, al confine col Messico, con partecipazioni a trasmissioni radiofoniche nazionali e soprattutto l’ispirazione per la scrittura di nuove canzoni dal sapore border e la rivisitazione in chiave tex mex di Avventura a Durango, registrata insieme al cantautore fiorententino Massimiliano Larocca, Andrew Hardin (Tom Russell, Nancy Griffith, Dave Alvin) e Joel Guzman (Los Lobos, Los Super Seven, Joe Ely) che farà parte del secondo volume di Mille Papaveri rossi, album tributo a Fabrizio De Andrè.
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Tom Harrell, uno dei più grandi trombettisti e compositori jazz a chiusura del festival Lamezia Jazz. Sabato 29 marzo salirà sul palco del Teatro Umberto a Lamezia Terme, il trombettista Tom Harrell, una vera leggenda del jazz.
Con una programmazione concertistica versatile e ben congegnata, la Rassegna Lamezia Jazz ritorna a far parlare di sé con una pluralità di appuntamenti di grande spessore artistico. Non solo opportunità privilegiate di ascolto di grandi musicisti, ma metodologie di ingresso verso quello stadio di connessione tra arte e cultura, improvvisazione e dinamiche essenziali della vita, per riscoprire i suoni e le armonie di questa grande musica e del suo reale processo di formazione e determinazione del tessuto sociale. Una città si differenzia anche per quello che è capace di dare; sono le cose che facciamo che diventano poi testimonianza della nostra reale capacità produttiva, proprio come questa rassegna musicale, che riempie i Teatri ed i Jazz-Club, e che ormai sta diventando punta di diamante delle manifestazioni musicali calabresi.
Tornano i fiori selvaggi del Jazz internazionale, da cogliere al volo, per questo ultimo appuntamento con Lamezia Jazz 2007-08. Un nuovo, appassionante concerto che si terrà Sabato 29 marzo 2008 - ore 20.30 -Teatro Umberto e che vedrà esibirsi Tom Harrell Quintet “Light on” (Tom Harrell trumpet and flugelhorn Wayne Escoffery tenor sax Michael Cochrane piano Ugonna Okegwo bass Johnathan Blake drums).
Chiunque abbia visto un concerto dal vivo di Tom Harrell ha capito, nella sua essenza, il potere trasformativo della musica. Quando non suona, Harrell attende, in piedi, impacciato, raccolto su sé stesso, come assente; quando arriva il momento di iniziare un assolo, è come se fosse attraversato da una scarica elettrica.
Il suo modo di fare musica, assolutamente particolare e personale, risente della patologia schizofrenica che lo affligge da anni, e che tuttavia ha costituito un incredibile processo formativo della sua vita artistica. Harrell, trombettista e compositore americano, nasce nel 1946 in Illinois, trasferendosi ben presto nella zona della Baia di San Francisco. Suona la tromba sin dall’età di otto anni, mostrando una straordinaria precocità, anche nell’improvvisazione, e sin dai 13 anni suona professionalmente jazz in gruppi della Bay area, in jam sessions con Dewey Redman e Eddie Henderson. Nel 1969 si laurea a Stanford con una tesi in composizione musicale, e continua gli studi di arrangiamento e orchestrazione. Il periodo successivo, pur contrassegnato dall’insorgenza della patologia psichiatrica, è artisticamente fertile: viene ingaggiato dapprima da Woody Herman (1970-71) e quindi da Horace Silver (1973-77), con il quale approfondisce l’approccio ritmico alle composizioni: a tal proposito sono da segnalare le sue partecipazioni in gruppi latin-jazz, quali Azteca e Malo guidato da Jorge Santana. Dopo avere lasciato Silver nel 1977 si stabilisce a NYC, dove lavora con Gerry Mulligan, Bill Evans (partecipando all’ultimo disco di Evans, "We will meet again") Mel Lewis, Charlie Haden e Lee Konitz. E nel 1983 inizia un lungo sodalizio con Phil Woods, nel cui quintetto rimarrà sino al 1989. Dal 1990 é alla guida di proprie formazioni; realizza 12 registrazioni a proprio nome, tra le quali "Visions", "Passages", "Upswing", e le più recenti "Labyrinth" (1996), "The art of rhythm" (1997) e "Time’s mirror", il suo ultimo lavoro, per big-band. Le sue composizioni sono state eseguite da altri musicisti quali K. Barron, J. Hall e J. Lovano, e le sue composizioni orchestrali dalle maggiori Orchestre jazz, come la Vanguard Jazz Orchestra. Il Down Beat, la principale rivista americana di jazz, lo elegge tra le migliori trombe, ininterrottamente, dal 1977, e dal 1995 anche tra i compositori. Tom Harrell è uno dei più grandi improvvisatori armonici del jazz contemporaneo, un musicista con un tono fiero che è anche capace di interpretare la più delicata ballata con una sensibilità incredibile. Ha combattuto con la schizofrenia da quando gli è stata diagnosticata a vent’anni e questo ha influito molto sulla sua produzione.
È stato lo stesso Harrell a ironizzare spesso sulla sua condizione, come quando ha scherzato sull’essere entrato in una suite di un Hotel dove c’era spazio per ciascuna delle sue personalità.
Il concerto di Harrell sarà supportato da una formazione strepitosa, di stupefacente resa musicale, con il virtuosismo a braccetto con l’intensità emotiva delle note; suoni, ora distillati nella loro pregnanza più profonda, ora intrecciati in vortici passionali e travolgenti. Un afflato comune che raggiunge vette altissime di espressività e concretezza musicale. La rassegna “Lamezia Jazz” chiude questa sua sesta edizione con un concerto importante; ed ancora una volta si pone come luogo altamente recettivo per la musica in Calabria; un evento sociale di grande impatto culturale; una ricchezza da considerare come risorsa del territorio. Una rassegna, la cui programmazione è realizzata secondo un’ accurata analisi del presente e delle sue trasformazioni; capace anche di sorprendere e spiazzare, ma che si muove ormai con disinvoltura nel panorama jazz italiano. Per informazioni telefonare ai seguenti numeri: 0968-442864 oppure 338-2152140.
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Sabato 16 Febbraio, nel borgo di Ostia Antica, canti e ritmi dell’estasi con Dam Chhoi Lama, Mauro Tiberi e Simone Vitale
Giornata dedicata all’incontro fra Oriente e Occidente presso la galleria d’Arte TeFenua, nel suggestivo borgo medioevale di Ostia Antica (P.zza Umberto I n.4). A partire dalle ore 16 il Lama Dam Chhoi terrà un corso di disegno Mandala (una delle più importanti forme d’arte “curativa”) e di Meditazione con Campane Tibetane. Il corso offre la possibilità di avvicinarsi ad una antica forma di armonizzazione interiore in grado di ristabilire la serenità e l’equilibrio dell’individuo.
A seguire, dalle ore 21 sarà la volta di Mauro Tiberi e Simone Vitale che, insieme, daranno vita a un concerto capace, attraverso il canto e le percussioni, di aprire una finestra sulla spiritualità orientale e in particolare indiana. All’interno della serata si svolgerà anche l’esposizione delle opere dello stesso Simone Vitale, la performance di danza a cura di Francesca Barocci, oltre alla presentazione del seminario di canto armonico.
La giornata è un modo per avvicinarsi a pratiche forse ancora poco conosciute ma di sicuro interesse.
Dam Chhoi Lama è un Monaco Tibetano Buddista, artista di Tanga e Insegnante di Arte, profondo conoscitore delle filosofie, religioni e culture orientali, Maestro di Yoga e meditazione, conosce la medicina Tibetana e Ayurvedica Indiana. Attualmente vive in Italia cercando di divulgare la cultura tibetana attraverso esposizioni di art, insegnamenti sulla meditazione sul mandala tibetano.
Mauro Tiberi è cantore e polistrumentista esperto di vocalità bizantina e di canto armonico. Ha collaborato con: Markus Stockhausen, Michiko Hirayama, Sandro Satta, Giovanni Imparato, Antonello Salis e molti altri musicisti internazionali.
Simone Vitale: polistrumentista , cantante, pittore, porta avanti una sua attività solista dopo aver collaborato a molti progetti di musica etnica.
GALLERIA D’ARTE E CULTURA R.D.V. TE FENUA
Piazza Umberto I, n4 Ostia Antica
(borgo medioevale)
PER INFO E PRENOTAZIONI:
3283627512
www.myspace.com/tefenua
www.tefenua.it/
COSTO EVENTO: 5 EURO
+ TESSERA STAGIONALE: 5 EURO
http://www.tefenua.it/
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IL grande Jazz italiano a Lamezia, con il progetto speciale “Tributo a Jaco Pastorius” Non sfugge, a chi si occupa di musica, che la rassegna Lamezia Jazz è diventata ormai un appuntamento di rilievo nel panorama jazz nazionale. Una direttrice di promozione ed estensione culturale e musicale di altissima qualità; incisiva e ben inserita nel tessuto sociale ed artistico del territorio regionale. Una rassegna che sa intercettare artisti e progetti musicali di grande interesse per la nostra città; per uno spettacolo che sia soprattutto immagine di qualità.
Dopo il successo dello spettacolo di gennaio, Lamezia Jazz presenta “Tributo a Jaco”, una produzione originale che è stata proposta nello scorso mese di settembre nel parco della “Casa del Jazz” a Roma, e che mette insieme alcuni dei più importanti nomi del jazz italiano.
Appuntamento dunque per Sabato 9 Febbraio 2008, alle ore 20.30, presso il Teatro Umberto di Lamezia Terme patrocinato dall’Assessorato Cinema e Teatri del Comune di Lamezia Terme con il concerto di Giammarco/Deidda/Bonafede/Arnold Progetto Speciale: Tributo a Jaco Pastorius (Maurizio Giammarco Sassofoni e arrangiamenti; Dario Deidda Basso; Salvatore Bonafede Piano; John Arnold Batteria). Parlare di Pastorius non è impresa facile, come ci dice Pasquale Scaramuzzino(comunicazione Lamezia Jazz); la sua produzione artistica non è stata ancora perfettamente inglobata nel metabolismo musicale contemporaneo, sia dalla critica che dal pubblico più esperto. La forma principale che caratterizzò la musica e la vita di Jaco Pastorius fu l' intensità.. Essere stato il primo ad usare il basso elettrico senza tasti, la sua tecnica innovativa e il suo talento compositivo portarono Pastorius, senza falsa modestia, ad autoproclamarsi "il più grande bassista del mondo." Sfortunatamente dopo la sua ascesa al vertice seguì una rapida caduta verso il baratro, provocata dall' abuso di alcool e droghe ed accentuata da una specie di istinto di auto-distruzione. Jaco ridefinì il ruolo del basso elettrico nella musica. Suonando simultaneamente melodie, accordi, armonici ed effetti percussivi , la sua mano ha fuso jazz, musica classica, R&B, rock, reggae, pop, e punk. La sua incredibile innovazione sul basso si può paragonare a quella di Hendrix con la chitarra, Armstrong con la tromba, e Parker col sassofono. Il grande salto di Jaco avvenne nel 1976, quando il bassista de Weather Report, Alphonso Johnson annunciò di lasciare il gruppo per formare un' altra band. In quel periodo i Weather Report erano nel mezzo della registrazione di Black Market e avevano assolutamente bisogno di un bassista per completare l' album. Fu un successo. Il suo stile permise anche alla band di raggiungere un nuovo grado di popolarità. Applicando nuovi canoni stilistici al basso elettrico, Pastorius si è meritatamente ritagliato un posto importante nella musica moderna; con una carriera eccezionale, consolidata in esperienze musicali diverse, mirata sempre verso la sperimentazione e l’innovazione. Maurizio Giammarco, notissimo sassofonista romano, fra i più quotati a livello internazionale, ha iniziato la sua carriera musicale nei primi anni Settanta e rappresenta una delle più alte espressioni della creatività jazzistica oggi presenti in Italia. Fra le sue principali collaborazioni spiccano quelle con Lester Bowie e Phil Woods ma sono anche famosi i suoi assolo con cantanti italiani come Mina e Morandi. Nella musica di Salvatore Bonafede c’è tutto; jazz, spiritualità, la musica delle radici, grandi amicizie, faticose mete. C’è insieme il presente, il passato ed il futuro di uno dei più attenti interpreti del moderno pianismo di oggi. Un artista che vuole vedere tutto da vicino, dal basso del suo pianoforte, sempre pronto a mettersi in discussione come uomo e come musicista. Completano la formazione Dario Deidda e John Arnold. Una formazione unica, coesa; pilastri dinamici, maestri che dialogano tra di loro in uno spazio senza porte, con una musica carica di emozioni che va oltre le architetture sonore e diventa condizione e metafora della vita, movimenti e tensioni di una esperienza musicale che percorre il mondo fisico e psichico, tra quotidianità e dimensione magica dei suoni. Le musiche di questo concerto saranno brani di Jaco Pastorius riarrangiati da Maurizio Giammarco.
Prossimo appuntamento Sabato 29 Marzo 2008 Teatro Umberto con Tom Harrell Quintet Per informazioni telefonare ai seguenti numeri: 0968-442864 oppure 338-2152140.
http://www.bequadro.it/
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Link Aggiunto: Feb 8, 2008) :: Dettagli Link
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